Sostegno e aiuto


Quando si verifica una morte

Ognuno di noi reagisce al dolore a modo suo. Come riusciamo a gestire la perdita di qualcuno amato può essere una questione di esperienze passate, di come siamo stati cresciuti e anche da come la persona è morta. Ci sono comunque dei tratti comuni in tutti noi e capire questi elementi base ci farà comprendere che non siamo soli.

Chiunque sappia amare è vulnerabile al dolore, amare significa legame, attaccamento e tutti i sentimenti umani sono soggetti alla perdita. Il dolore comunque non deve o non dovrebbe essere un emozione distruttiva.

La domanda più frequente in tutti noi è forse quella di riuscire a capire quanto dura questo dolore. Non c’è una sola risposta perché le persone sono uniche con personalità diverse. In molti casi il dolore causato dalla perdita inizia a scemare trascorsi i 2 o 3 anni chiaramente i primi mesi pieni di sentimenti negativi vengono sostituiti gradualmente da sempre più pensieri di speranza e ottimismo. Molti credono che un vero equilibrio lo si trova trascorsi 2 o 4 anni ma questo periodo può essere più lungo o più corto a seconda della propria personalità e dalla natura della relazione che si aveva con la persona venuta a mancare.

I segni del dolore sono molteplici tra i quali troviamo: incredulità, shock, negazione, apatia, tristezza, ansietà, colpevolezza, depressione, rabbia, solitudine o frustrazione. I sintomi fisici possono essere dolori nell’area toracica, sensazione di chiusura della gola, attacchi di panico, svenimenti o tremori. Molti dicono anche di avere problemi di insonnia o anche l’opposto, tutti comunque questi sintomi fisici o emozionali capitano quale normale risposta alla perdita di una persona amata.

Sebbene si è portati a credere che nulla o nessuno possa aiutarci vi sono delle cose che possono come cercare sostegno nelle persone a noi care, parenti, amici o un figura spirituale, insomma qualcuno pronto ad ascoltare senza giudicare. 

Prendete cura di voi stessi, mangiate in modo equilibrato e sano, riposate e curate voi stessi eventualmente consultatevi con il vostro medico.

Il periodo doloroso generalmente si può considerare concluso una volta che sarete in grado di accettare la realtà della perdita e sarete capaci di investire nuove energie in nuovi progetti o relazioni e pensare alla persona deceduta senza provare un dolore fisico tale da crearvi disturbi ossia quando le vostre emozioni potranno essere reinvestite nella vita e nel vivere.

 

 

Morte da malattia terminale

Se un vostro caro ha sofferto di una malattia terminale avrete probabilmente vissuto con la morte dal momento che siete venuti a conoscenza che era malato. Ora dopo la dipartita troverete difficile piangere ancora o addirittura proverete un senso di sollievo. Tutto ciò non deve farvi sentire colpevole. 

Durante la malattia le emozioni corrono dalla negazione per la prossima morte di un congiunto alla rabbia per non aver curato meglio la relazione personale. Questi sentimenti ci spingono a chiedere aiuto ai nostri simboli religiosi con promesse di cambiamenti in noi stessi oppure a lagnarci con i medici per la loro impossibilità di fare di più. Si è portati a sentirsi colpevoli per non avere indotto a una più celere consultazione medica oppure semplicemente perché noi siamo in salute e questo ci sembra ingiusto.

Parlare apertamente di questi sentimenti può aiutare chi vi sta vicino a donarvi un po’ di sollievo da questo stress emozionale, col tempo il dolore andrà calando. La morte ci toglie la presenza fisica di una persona amata ma essa continuerà attraverso la nostra vita e le nostre memorie e sentimenti.

 

Convivere con la morte

Il dolore è difficile ma è un processo necessario che bisogna attraversare per poter convivere con la perdita di una persona cara. Un modo per cominciare a lottare contro questo stato d’animo è organizzare un funerale significativo e personale. I funerali sono la prima tangibile conferma che la morte ci ha tolto qualcuno e ci danno la possibilità di condividere le nostre emozioni con altri parenti, amici o conoscenti.

Non importa quanto sconveniente voi pensiate sia di mostrare il vostro dolore, resta il fatto che è importante far partecipi delle vostre lacrime, dei vostri sentimenti. La consapevolezza e l’accettazione di quanto accaduto passa anche attraverso questo processo di condivisione.

È importante per i vostri figli di capire e accettare la morte, non siate tentati di nascondere per proteggere i bambini da questa sconvolgente realtà, sarebbe molto più difficile per loro venire a conoscenza da una persona estranea.

Non vi sono “tabelle di marcia” del dolore ma è importante che il normale periodo di depressione non abbia il sopravvento, mangiare correttamente e fare esercizio fisico può darvi quella energia per poter superare gli ostacoli e quando necessario perché tutto vi sembra più difficile chiedete consiglio ad un medico o una persona esperta, nella maggior parte dei casi sarete sollevati dallo scoprire che in realtà state passando un normale periodo dovuto alla perdita di una persona cara.

Infine ricordate che il dolore non è eterno e malgrado la persona cara non è più fisicamente con noi, essi vivono nel nostro cuore e nei nostri ricordi.

 

Suicidio

Quando qualcuno accanto a te viene a mancare è difficile da accettare. Se la morte è inaspettata per esempio causata da un incidente è persino più difficile da ammettere. Quando poi un nostro caro sceglie di porre fine alla propria esistenza, “accogliere” la morte può sembrare impossibile.

I sintomi normali del dolore vengono accentuati in modo esponenziale, lo shock il rifiuto sono emozioni comuni e spesso si manifestano con insistenza e con la convinzione che tutto sia stato un incidente malgrado sia evidente il contrario.

Rabbia è un sentimento che scaturisce, rabbia per non aver percepito i segnali di aiuto o per non aver fatto abbastanza per prevenire un tale atto. Rabbia con la persona perché vi ha causato un dolore inimmaginabile. A volte subentra un senso di colpa perché ci si sente sollevati da una situazione ingestibile. Tutti questi stati d’animo sono normali in particolare per i congiunti più vicini.

Utilizzare la parola suicidio può essere un primo passo per comprendere o iniziare ad accettare questa tragica perdita.

 

Genitori

Non importa quanti anni potete avere, giovani o anziani, single o con famiglia, sarete profondamente toccati dalla morte di vostra madre o vostro padre. Quando la mamma o il papà muore può essere una delle emozioni più forti che si possono provare nel corso della nostra esistenza. È semplicemente normale sentirsi consumati da una combinazione di dolore, paura e profondo sconforto per la perdita di una figura così significativa della nostra vita.

Vi sono delle reazioni comuni nelle persone che subiscono la perdita di un genitore tra le quali va segnalata la preoccupazione per la memoria del proprio genitore, una parte della nostra stessa identità viene a mancare. Colui o colei che è stato un amico, un consulente un attento osservatore della nostra esistenza improvvisamente ci lascia soli, soli con i nostri dubbi e senza l’abituale supporto incondizionato tipico dei genitori. 

 

Nostro figlio

La morte di un figlio è probabilmente la più difficile da accettare, sconvolgendo quella che è la nostra percezione di un ordine naturale delle cose forzando i genitori ad affrontare un emozione, un esperienza indescrivibile. Bisogna accettare che una vita è finita malgrado sia da poco iniziata o comunque incompleta in tutte le sue naturali fasi. Che sia un bambino o un neonato, un adolescente o un adulto, le emozioni sono le medesime.

Se la causa è un incidente la rabbia è il sentimento più forte che si instaura in noi, cercando un colpevole o una causa su cui accanirsi. Vi potrete anche sentire terribilmente colpevoli per non essere stati in grado come genitore e protettore, di aver evitato, risolto o prevenuto l’accaduto.

Il legame inizia dal momento che si viene a conoscenza di aspettarne uno e perdere un figlio può avere sulla coppia degli effetti inaspettati. Potrà alterare i sentimenti all’interno del nucleo famigliare. Ogni individuo reagisce in modo differente al dolore ma in questa circostanza si vorrebbe che entrambi abbiano le stesse emozioni e quindi risulta difficile accettare la diversità di reazioni del nostro partner. 

Trovare una via per sostenersi a vicenda e rispettare i bisogni individuali altrui aiuterà in questo difficile momento.

 

Coniuge e partner

Il giorno del matrimonio avete ufficialmente legato la vostra vita a quella del vostro partner creando un nuovo inizio una nuova vita comune. Che voi siate stati legati per pochi anni o per decenni perdere la vicinanza del partner potrà essere come perdere una parte di voi stessi.

Generalmente il vostro partner ha svolto tra l’altro il compito di supporto e sostegno anche in tristi circostanze e ora che è lui ad avervi lasciato, vi sentirete abbandonati nel vostro dolore.

Più la realtà della morte penetra in voi più vi ritroverete a re-inventare e ricostruire la vostra vita. Forse dovrete affrontare la crescita di un figlio o sarete confrontati anche con nuove sfide di tipo finanziario, gli amici comuni come coppia, troveranno difficile interagire con voi come singolo individuo.

Considerati tutti i cambiamenti, sarà importante accettare di essere rimasti senza il primo supporto della vostra vita. Siete cresciuti come coppia e abituati ad un certo stile di vita passando tutti i momenti importanti con una persona vicina, un complice, un sostenitore. Ora il vostro più fedele amico non c’è più e siete rimasti soli a riscoprire la vostra propria vita.

Col tempo vi adatterete alla nuova esperienza di vita e il doloro andrà calando. Questo non significa che dimenticherete il vostro partner. Anche quando sarete in grado di accettare la morte e avrete cominciato una nuova vita, terrete sempre in voi ricordi che avete condiviso.

 

Collaboratore e collega

Il nostro lavoro nella maggior parte dei casi assorbe gran parte del nostro tempo e quindi i nostri colleghi diventano compagni con cui condividiamo esperienze. Per questo motivo quando un collega viene a mancare vi sentirete colpiti come se fosse un membro della vostra famiglia o un amico sincero.

È chiaro che le emozioni dipenderanno dalla relazione con il collega, ma considerato che la più parte di noi lavora sino a 65 anni, la perdita di un compagno di lavoro potrà sembrarvi ingiusta vista la giovane età e al tempo stesso vi sentirete impauriti o depressi dato che sarà molto probabile che apparteniate alla stessa generazione.

Partecipare al funerale di un collega potrà aiutarvi ad accettare questa situazione e al contempo la famiglia della persona deceduta apprezzerà la vostra vicinanza quale segno di rispetto.

 

Discutere con un bambino

L’esperienza della morte di una persona cara è di per se un emozione che mette a dura prova i nostri sentimenti. Spiegare ad un bimbo che il nonno o la nonna non potranno più giocare, partecipare alla sua crescita e sviluppo è forse una delle esperienze più difficili. Quale genitore avrete un ruolo fondamentale nell’integrare questa triste realtà nella vita di un bambino.

L’unicità dei bambini fa si che non vi è una soluzione comune nello spiegare senza urtare la sensibilità e la fragilità dei sentimenti.

Vi sono comunque cose da fare e cose se possibile da evitare:

Siate onesti: Per quanto dura sia la realtà della morte e per quanto ne soffrirà, non deve diventare un segreto che scoprirà inaspettatamente ed in modo anonimo.

Non utilizzate eufemismi: Non rivolgetevi a lui utilizzando espressioni come “sta facendo un lungo viaggio” oppure “sta dormendo”, instaurerete nel bambino un timore nei confronti di queste azioni. Usate frasi semplici come “morte significa che il corpo di una persona ha terminato di funzionare e non potrà più farlo”.

Aiutateli ad esprimere i propri sentimenti: Incoraggiateli a piangere ed esprimere il dolore e a parlare.

Ascoltate: Siate un buon ascoltatore anche i bambini come gli adulti hanno bisogno di una persona attenta.

Non ditegli cosa deve fare: Lasciate che il bambino esprima liberamente i propri sentimenti senza obbligarlo ad avere reazioni simili alle vostre.

Offrite continuamente amore e supporto: I bambini hanno bisogno di voi e della vostra vicinanza non abbandonateli a loro dolore. Siate attivi e propositivi.

Non nascondete i vostri sentimenti: Vedere il vostro dolore e condividerlo aiuterà i vostri bambini nell’accettare e “normalizzare” la morte.

Non colpevolizzate i simboli religiosi: A volte per dare una spiegazione si usano espressioni quali “è la volontà o il volere di Dio” o “Dio aveva bisogno di lui”, così facendo create confusione e futuri problemi spirituali nel bambino. Sarebbe più corretto far comprendere che il nostro simbolo religioso condivide con noi questo dolore e ci aiuterà a superarlo.

 

È giusto che un bambino partecipi al funerale?

Non vi sono risposte corrette o sbagliate, è corretto però quando possibile chiedere l’opinione e condividere la volontà del bambino. Partecipando potrà sentirsi parte integrante e assicurare in lui che non vi sono segreti o cose da nascondere. L’importante qualunque sia la decisione che il bambino non rimanga isolato o escluso.

Bisogna dare delle spiegazioni su cosa succederà?

Conoscere anticipatamente come si svolgerà la cerimonia è rassicurante per un bambino, siate onesti e chiari quando spiegate ogni dettaglio. Ricordate che i bambini prendono letteralmente ciò che gli viene detto.

 

5 semplici cose:

1.    Siate presenti, ascoltate quando ne hanno bisogno e abbracciateli quando 

    hanno bisogno di comfort.

2.    Condividete ricordi della persona e incoraggiate i bambini a fare altrettanto.

3.    Lasciateli esprimere anche con gesti quali disegni o scritti da mettere nella bara 

    da conservare con la persona deceduta.

4.    Donategli una fotografia, un oggetto o qualcosa che possa ricordare la persona amata.

 

5.    Coinvolgete il bambino non isolatelo, rendetelo partecipe nelle vostre decisioni.